Immagine rappresentante il presidente del consiglio Renzi

Il popolo italiano non cerca le vere motivazioni del referendum, ma solo gli effetti secondari che ne derivano. Siamo un popolo di Guelfi e Ghibellini e perciò ci dividiamo su tutto. Trump con i suoi muri è un dilettante di fronte a noi. Il 4 dicembre voteremo per punire o premiare una classe politica e secondariamente per modificare la Costituzione.

Il clima politico si è arroventato, tutti ormai parlano del referendum. Dal mio barbiere è il tema preferito, anche se nessuno conosce gli articoli costituzionali che saranno modificati. Siamo diventati tutti sondaggisti, ed ognuno azzarda il proprio pronostico. L'altro giorno davanti al supermercato, si era formato un capanello di persone che circondavano due uomini che discutevano animatamente. Era una gara a chi si agitasse di più, a chi gridasse di più. Il loro gesticolare, la loro foga, mi ricordavano quel passo dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, quando Renzo si reca dall'avvocato azzeccagarbugli per la vicenda del suo matrimonio e nel percorso, pensando al sopruso ricevuto gesticolava e si agitava, facendo scuotere in modo indecoroso le teste dei due capponi.

I due contendenti erano come i capponi di Renzo. Si dimenavano, si beccavano, si dibattevano. Dal becco di uno dei due uscivano queste parole: "Se votiamo NO mandiamo a casa Renzi e il suo governo e finalmente ci liberiamo della sua arroganza!" "Ma certo" rispondeva l'altro cappone: "Mandiano via Renzi e poi ci ritroviamo di nuovo Monti o Berlusconi!". "Via Renzi!" urlavano i più facinorosi. "Votiamo contro questa classe politica corrotta!" gridavano tutti. Era difficile capire quale fosse la classe politica corrotta visto che dicevano la stessa cosa sia quelli favorevoli al NO che quelli favorevoli al SI. Li osservavo malinconicamente. Quello era il popolo. Ed io ero con loro. Diceva bene il potente ministro francese Talleyrand "In fondo la politica non è altro che un modo di agitare il popolo prima dell'uso".

Un'anziana signora mi chiedeva: "Ma le prossime elezioni non sono per il referendum costituzionale?" "Certo!" le rispondevo. "Ma allora perchè litigano su Renzi e su Berlusconi, la Costituzione non è di tutti?". Un vecchietto aggiungeva "Ma non hanno capito, che pure se cambiano la Costituzione, tanto non cambia niente. Siamo in Italia, mica in Germania!".

Noi uomini siamo come i capponi di Renzo, quando ci troviamo in difficoltà, invece di essere solidali e far fronte comune contro coloro che vogliono il nostro male, ci dividiamo e spesso discutiamo d'altro, non capiamo che le divisioni sono create ad arte dalla classe politica. Una cosa è certa il 4 dicembre si vota sulla Costituzione, e non per eleggere il nuovo governo. L'esito del voto avrà degli effetti collaterali, ma come prescritto sul bugiardino di ogni farmaco, gli effetti saranno imprevedibili e non controllabili. Una cosa è sicura, Renzi, Berlusconi e compagnia bella, passano, la Costituzione resta.

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